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Caffè in crisi: il durian, il frutto puzzolente che fa lievitare i prezzi.

Un frutto giallo e dall’odore pungente sta contribuendo all’aumento dei prezzi del caffè, innescando un effetto domino che potrebbe ripercuotersi anche sull’amatissima tazzina quotidiana.

Il prezzo dei chicchi di caffè non tostati ha raggiunto livelli storicamente alti, a causa di una combinazione di fattori: economici, ambientali, scorte ridotte e, sorprendentemente, il durian, il frutto più puzzolente al mondo. Questo frutto esotico, tipico di Thailandia, Indonesia e Malesia, è caratterizzato da una buccia spinosa e da un odore così intenso da essere vietato sui mezzi pubblici di questi paesi, ma sta riscuotendo un buon successo in Cina. Infatti, i contadini vietnamiti stanno sostituendo le loro coltivazioni di caffè con il durian per approfittare di questo mercato emergente.

In Italia, il prezzo medio di un caffè al bancone si aggira attorno a 1,20 euro, mentre a Londra, una tazza potrà arrivare a costare 5 sterline, e a New York 7 dollari – cifre che molti troverebbero impensabili. Felipe Barretto Croce, concorda che i consumatori stanno “sentendo il colpo”, poiché i prezzi al consumo sono aumentati.

Mentre la Cina veniva inondata dal durian, le altre esportazioni di caffè sono diminuite del 50% e le scorte sono ormai “quasi esaurite”, secondo l’Organizzazione Internazionale del Caffè. Il Brasile produce un terzo del caffè mondiale, quindi è assolutamente fondamentale che il prossimo raccolto fili liscio!

Ma come siamo arrivati a questo punto?


Nel 2021, un’ondata di freddo anomalo ha colpito il Brasile, distruggendo i raccolti di Arabica, il chicco più utilizzato nei caffè di qualità preparati dai baristi. Questo evento ha spinto gli acquirenti a rivolgersi al Vietnam, uno dei principali produttori di Robusta, usato soprattutto per i caffè istantanei.

Anche il Vietnam, tuttavia, ha dovuto affrontare una crisi: una delle peggiori siccità dell’ultimo decennio ha colpito la regione, riducendo la produzione.

Il cambiamento climatico è un fattore chiave in questa situazione


Secondo Will Frith, consulente del caffè con sede a Ho Chi Minh City, il riscaldamento globale sta influenzando negativamente lo sviluppo delle piante di caffè, compromettendone la resa. Le temperature elevate e i periodi di freddo estremo portano a un calo della produzione e, in alcuni casi, la morte prematura delle piante.

Per proteggere il settore esiste il “premio verde” una piccola tassa sul caffè che viene data agli agricoltori per investire in pratiche agricole rigenerative, che aiutano a mantenere la viabilità delle terre agricole.

Conosciamo davvero il viaggio del chicco per arrivare nella nostra tazzina?

L’aumento dei prezzi del caffè sembra quindi essere solo l’inizio di una crisi più ampia che coinvolge i settori agricoli su scala globale. Per chi non può rinunciare alla propria tazzina mattutina, l’aumento dei costi potrebbe sembrare un duro colpo, ma è anche un campanello d’allarme!

Quindi, mentre sorseggiamo un buon caffè, forse è il momento di riflettere non solo sul suo sapore, ma anche sull’origine e sulle sfide che i coltivatori devono affrontare per portarlo fino a noi.

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