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Digitalizzazione aziendale e società benefit: il percorso rinnovato di Demus 

Insieme a Max Fabian esploriamo il percorso di Demus attraverso step innovativi volti a digitalizzare una realtà aziendale già ampiamente conosciuta per il suo carattere scientifico e pionieristico

La digitalizzazione aziendale è un processo lungo, spesso complesso e a tratti ricco di ostacoli. Si tratta di rendere completamente digitale un sistema che fino a pochi decenni fa operava attraverso canali totalmente analogici, per arrivare a formulare una realtà rinnovata in ogni suo aspetto, oggi digitale. Indubbiamente, ogni azienda scrive da sé il proprio percorso di crescita, ma potrebbero esserci alcuni passi che si adattano alle più varie e disparate realtà lavorative.

«Il processo di digitalizzazione è appena partito e ci vorranno diversi mesi per portarlo a termine; – spiega Max Fabianè un processo trasversale che coinvolge tutti i reparti aziendali, ma che non parte da zero e necessitava di essere ottimizzato. Gli step sono molti, cominciando dagli incontri con i singoli reparti per capirne le necessità e come implementarle utilizzando il gestionale esistente rinnovato; proseguendo con piccole modifiche in real time sulla base delle richieste con, a seguire, un periodo di utilizzo e verifica del corretto funzionamento. Ovviamente la digitalizzazione non è da vedere solo come un aggiornamento di software e hardware ma come opportunità di cambiamento ed evoluzione del modo di lavorare e, quindi, della mentalità del singolo. Un’azienda innovativa e digitale è un’azienda che vuole stare al passo con i tempi e sfruttare appieno le risorse che le nuove tecnologie mettono a disposizione, per essere sempre più competitivi e performanti».

In effetti, Max racconta un percorso trasversale già iniziato, perché Demus è stata un’azienda pionieristica in molti campi; dal finger printing relativo alla genetica del caffè fino al lavoro sul genoma stesso del chicco. Ma qual è lo scopo di queste ricerche così accurate? «Anzitutto, – inizia a spiegare Max – il finger printing è una tecnica di biologia molecolare che ci permette di ottenere il profilo genetico, che è una sorta di carta d’identità del caffè; attraverso il finger printing si ha la possibilità di individuare per ciascuna varietà di caffè un profilo specifico e, successivamente confrontandolo, distinguerle l’una dall’altra».

È proprio attraverso lo studio del genoma del caffè che anche il lavoro del barista diventa a tutto tondo un pozzo di conoscenza e di sapere, pronto a trasmettere ai clienti e agli appassionati una cultura sulla bevanda. «Attribuendo una carta d’identità genetica si può integrare il profilo sensoriale con quello genetico – continua Max – e questo permette di associare le due caratteristiche. Una conoscenza approfondita del profilo genetica-gusto permette all’operatore di conoscere meglio il caffè da proporre al cliente, portandolo ad una scelta più consapevole e in linea con le aspettative».


Infine, Demus società benefit. Una società benefit è un’organizzazione che opera per generare un impatto positivo per i suoi stakeholders, in un contesto di visione “sostenibile”.  Come si traduce questo per Demus? «Demus ha scelto di diventare benefit in quanto si è accorta che le numerose certificazioni prese nell’arco degli anni, l’interesse sempre vivo per la sostenibilità e le continue richieste degli stakeholder sui temi ESG, avevano già di fatto iniziato un processo di modifica sostanziale che doveva essere solo formalizzato con la modifica dello statuto: e così è stato, – conclude Max Fabian – nel frattempo, sono state attivate diverse collaborazioni con enti di formazione, come l’ENFAP, UniRoma e l’Università di Trieste. Demus ha anche iniziato una stretta collaborazione con LifeTech ITS Academy, sia come socio fondatore sia parte attiva alla formazione degli studenti selezionati; inoltre, l’azienda partecipa anche a progetti di R&S e formazione nell’ambito dei bandi Marie Sklodowska-Curie relativi alle Azioni Horizon Europe».