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Le ultime novità dall’Europa sul regolamento PPWR

Cosa cambia per il packaging del caffè? Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi PPWR introduce delle novità per produttori, torrefattori e distributori.
PFAS

Il secondo appuntamento online organizzato dal GITC – Gruppo Italiano Torrefattori Caffè in collaborazione con Poplast, ha visto protagonista, nel webinar di mercoledì 30 settembre, il PPWR, il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Un momento formativo dedicato ai professionisti del settore sui nuovi obblighi, sulle tempistiche di adeguamento e le strategie utili a tutte le aziende della filiera caffè per adeguarsi al cambiamento, già iniziato.

Cosa è cambiato dal 12 agosto 2026?

Dal 12 agosto 2026 tutti gli imballaggi e i prodotti imballati immessi sul mercato UE devono essere adeguati alla Direttiva PPWR. Le aziende perciò si sono mosse per valutare la conformità dei propri imballaggi/prodotti confezionati, creando una documentazione tecnica e di conformità degli stessi.

Si va verso un futuro più circolare con più sicurezza chimica, capacità di riciclaggio, riduzione al minimo degli imballaggi e dei rifiuti, riutilizzabilità e trasparenza delle etichette.

La normativa, in sintesi, riguarda ciò che confeziona il prodotto alimentare. Leggi anche “PPWR: il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio”.

Gli obbiettivi del regolamento

L’obbiettivo principale è la riduzione dei rifiuti di imballaggio pro capite: -5% entro il 2030, -10% entro il 2035 e -15% entro il 2040. Le regole sono uniche per tutto il mercato europeo: tutti gli imballaggi devono essere progettati per il riciclo, gli imballaggi in plastica devono avere più contenuto riciclato, si devono minimizzare il peso, i volumi e gli spazi vuoti degli imballaggi.

Un’azienda può quindi iniziare a ragionare sul riciclo e sui migliori materiali da utilizzare. Il polietilene e il polipropilene, ad esempio, sono degli ottimi materiali che si possono riciclare facilmente e meccanicamente, minimizzando i volumi e riducendo gli spazi vuoti.

Quali sono le ultime novità?

Non ci sono particolari novità, gli obblighi sono rimasti gli stessi. Diciamo che l’unica novità, al momento, riguarda i PFAS: le sostanze per- e polifluoroalchiliche, ovvero un vasto gruppo di sostanze chimiche di sintesi utilizzate per le loro proprietà di resistenza all’acqua, al grasso e alle macchie in prodotti come gli imballaggi per alimenti.

Noti anche come “sostanze chimiche eterne”, i PFAS sono estremamente persistenti e, una volta introdotti nell’ambiente, resistono a lungo alla degradazione. Il fatto che questi composti possano permanere a lungo nell’ambiente aumenta la probabilità della loro presenza negli alimenti e solleva preoccupazioni circa il loro impatto a lungo termine sulla salute e sull’ambiente.

Il divieto si applica all’immissione sul mercato e anche il materiale già prodotto deve rispettare le soglie: 25 ppb per singola sostanza PFAS, 250 ppb per la somma degli PFAS e 50 ppm di fluoro totale.

Cosa dovrebbe fare quindi un’azienda?

Rimane necessario da parte dell’azienda rispettare i limiti sui metalli pesanti e le soglie PFAS. Il contenuto del fascicolo crescerà a mano a mano che i nuovi obblighi (etichettatura, contenuto riciclato, gradi di riciclabilità) diventeranno applicabili. Ogni Stato membro dell’Unione Europea dovrà definire poi il proprio regime sanzionatorio. 

Al momento si ha un’applicazione generale della normativa PPWR con divieto dei PFAS, preparazione della Dichiarazione di Conformità e fascicolo tecnico, tracciabilità. Nel 2027 entreranno in vigore i regimi sanzionatori nazionali, nel 2028 l’etichettatura armonizzata UE, nel 2030 il contenuto riciclato minimo, con ulteriori obbiettivi fino al 2040.

Responsabilità interna: per prima cosa ogni azienda dovrebbe nominare una persona referente che si occupi degli obblighi PPWR. È importante un aggiornamento continuo e attento. Non ci sono differenze tra piccole, medie e grandi imprese.

Inventario degli imballaggi: è consigliato preparare una scheda per famiglia di prodotti, fatta ad albero, come una vera e propria mappatura, per avere tutte le informazioni specifiche su quel prodotto.

Dichiarazione di Conformità e fascicolo tecnico: definire chi se ne occupa, tenendolo sempre aggiornato e conservato in archivio. La documentazione per imballaggi monouso va conservata per almeno 5 anni, 10 anni invece per gli imballaggi riutilizzabili. Serve un fascicolo per ogni unità di imballaggio.

Infine definire dei requisiti per i fornitori con i quali si collabora, mantenendo una comunicazione chiara e costante.

Tracciabilità di ogni canale di vendita, continuo aggiornamento e formazione rimangono quindi aspetti fondamentali per potersi adeguare alla nuova normativa.

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