Mercato

L’ombra del Super El Niño sul mercato del caffè: l’illusione del raccolto record

La filiera globale del caffè è reduce da un biennio (2024-2025) tra i più complessi della sua storia recente: oggi, a metà 2026, lo scenario mostra un parziale sollievo con i prezzi dell’Arabica in calo, ma si tratta solo di una calma apparente.
Mercato e cambiamento climatico

La filiera globale del caffè è reduce da un biennio (2024-2025) tra i più complessi della sua storia recente, segnato da anomalie climatiche e tensioni geopolitiche che hanno spinto i prezzi a picchi storici. Oggi, a metà 2026, lo scenario mostra un parziale sollievo con i prezzi dell’Arabica in calo. Tuttavia, si tratta solo di una calma apparente: dietro l’ottimismo dei numeri si nasconde una fragilità sistemica. Comprendere le dinamiche agronomiche e logistiche dei prossimi mesi è vitale per la sopravvivenza economica delle torrefazioni.

Negli scorsi due anni, in Asia, giganti della produzione di Robusta come Vietnam e Indonesia hanno subito una siccità devastante. Il deficit di materia prima ha fatto raddoppiare i prezzi della Robusta, storicamente più economica. Ciò ha colpito duramente i torrefattori legati alle tradizionali miscele espresso, dove la Robusta garantisce tipicamente corpo e crema.

Parallelamente, il Brasile usciva da stagioni caratterizzate da gelate improvvise e prolungati stress idrici, azzerando le scorte nei magazzini.

La crisi della logistica marittima

L’impossibilità di transitare dal Canale di Suez e le forti tensioni geopolitiche nell’area del Mar Rosso hanno allungato le rotte navali, costringendo le compagnie a circumnavigare l’Africa.

Il risultato di questi blocchi ha generato ritardi strutturali e un incremento dei costi logistici. Si stima che circa il 30% dei rincari del caffè verde sia stato causato esclusivamente da noli marittimi, a cui si è sommato l’aumento del 10% del packaging di derivazione petrolifera. Leggi anche “Caffè ristretto: la filiera nella morsa della logistica”.

Logistica caffè

Il paradosso del 2026: raccolto record in Brasile e prezzi in discesa

L’attuale fase di mercato offre una boccata d’ossigeno. I futures dell’Arabica stanno scendendo in modo costante, muovendosi attorno ai 2,70 dollari per libbra, come evidenziato dai grafici in tempo reale di Trading Economics. Il motore principale dell’attuale ribasso è comunque l’eccellente performance produttiva del Brasile per la stagione commerciale 2026-2027, favorita dalla fase positiva del ciclo biologico biennale delle piante. Leggi anche “Il paradosso dei prezzi”.

Il Brasile è sulla buona strada per registrare un raccolto record di caffè nel 2026, grazie a un solido ciclo produttivo biennale, all’espansione delle aree di produzione e a condizioni meteorologiche più favorevoli, si legge sul Global Coffee Report. Le stime ufficiali ne confermano l’abbondanza: l’agenzia governativa brasiliana Conab prevede una crescita del 17% su base annua, per un totale di 66,7 milioni di sacchi da 60 kg. Nello specifico, la produzione di sola Arabica dovrebbe salire del 23%, toccando i 45,47 milioni di sacchi.

I report ufficiali del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) si spingono oltre, stimando un volume complessivo eccezionale di 71,9 milioni di sacchi, come riportato anche da Daily Coffee News: la produzione di caffè verde in Brasile dovrebbe aumentare del 14,1% nell’annata commerciale 2026-2027, grazie alle condizioni metereologiche favorevoli e alla fase di picco del ciclo produttivo biennale, che potrebbero portare a un raccolto record.

Secondo gli analisti di Rabobank, questo exploit sul mercato genererà un surplus globale imponente stimato tra i 7 e i 10 milioni di sacchi per la stagione 2026-2027, uno scenario riassunto nel settimanale di Perfect Daily Grind.

Tuttavia, l’abbondanza sul campo non si traduce in disponibilità immediata, proprio come il paradosso del “il magazzino sul retro è pieno, ma gli scaffali esposti al pubblico sono quasi vuoti”. Piogge improvvise, infatti, segnalate da Climatempo stanno rallentando la raccolta e intasando i flussi di esportazione verso l’Europa, come segnalato da Barchart.

Le nuove piogge in Brasile stanno ritardando il raccolto di caffè e spingendo al rialzo i prezzi dell’Arabica. Un nuovo fronte freddo sta favorendo le precipitazioni nel Brasile meridionale, con oltre 50 millimetri (2 pollici) previsti entro questa settimana, il che limiterà le attività sul campo e potrebbe compromettere la qualità del raccolto di caffè.

Inoltre, le scorte di caffè Arabica monitorate dall’ICE hanno toccato minimi storici, faticando a riprendersi rapidamente. In sostanza: il caffè c’è, ma si muove lentamente lungo la filiera.

Raccolto caffè

L’ombra del Super El Niño e la minaccia sulle fioriture 2027-2028

Il cauto ottimismo dei torrefattori rischia di scontrarsi con un nuovo cambio di rotta meteorologico. La NOAA statunitense ha ufficialmente emesso un bollettino di allerta confermando il ritorno del fenomeno El Niño. I modelli predittivi indicano un’anomalia termica del Pacifico talmente marcata da prefigurare un “Super El Niño” con una probabilità del 63-67%, un allarme climatico globale ripreso anche da The Guardian.

Peril comparto del caffè il vero pericolo non riguarda il raccolto attuale, ormai in fase di completamento, ma la stagione 2027-2028. Il Super El Niño minaccia di colpire il Brasile proprio nei mesi cruciali di settembre e ottobre: periodo che coincide con la delicata fase di fioritura delle piante di Arabica, dove la presenza di piogge regolari è fondamentale per lo sviluppo dei futuri frutti.

Il fenomeno potrebbe compromettere la fioritura in Brasile e danneggiare la qualità dell’Arabica, aumentando il rischio di forte volatilità dei prezzi, si legge su Perfect Daily Grind.

Se i timori sul raccolto 2027-2028 dovessero concretizzarsi in danni visibili sul campo, l’attuale tendenza ribassista dei prezzi potrebbe interrompersi bruscamente, innescando una nuova fiammata dei listini del verde, con possibili rincari stimati dagli analisti tra il 10% e il 50%.

Lavoro in piantagione di caffè

La calma prima della tempesta

A conti fatti, accaparrarsi i lotti oggi basandosi sul ribasso dei prezzi attuale rischia di rivelarsi una miopia fatale. Il surplus confermato dai report macroeconomici è un gigante d’argilla, intrappolato tra problematiche logistiche e minacce climatiche imminenti.

Per le torrefazioni lungimiranti, l’attuale finestra di mercato non è un ritorno alla normalità, ma l’ultima chiamata utile per blindare i contratti, diversificare le origini e proteggere i margini.

Il caffè del 2026 c’è, ma ignorare il Super El Niño significa farsi trovare impreparati quando l’illusione dell’abbondanza finirà.