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Caffè Toraldo porta una pluralità di linguaggi ed esperienze a Sigep World 2026

La tradizione del caffè napoletano si intreccia con la nuovissima linea di specialty coffee, in un dialogo continuo tra storia, cultura e sperimentazione.
Caffè Toraldo

Il caffè non è più solo un rito quotidiano, ma diventa un’esperienza che deve accompagnare i diversi momenti della giornata per dialogare con la gastronomia, per abbinamenti caffè e cibo, e con la mixology per scoprire nuove bevande dove il caffè diventa l’ingrediente principe.

Caffè Toraldo ha portato alla fiera di Rimini Sigep World 2026 diversi professionisti del mondo del caffè proponendo degli incontri formativi e divulgativi sulla latte art, insieme alla campionessa Carmen Clemente, nuovi cocktail innovativi dai profumi orientali con il maestro Gianni Cocco, fino al caffè tricolore preparato insieme a Miss Italia.

Gianni Cocco, Miss Italia e Caffè Toraldo

Roast Master: la nuova linea di specialty coffee di Caffè Toraldo

La nuova linea di specialty coffee Roast Master di Caffè Toraldo colpisce particolarmente sia per la dolcezza percepita al palato che per i sentori in tazza di biscotto, bakery, cioccolato, caramello e mandorla tostata. L’Espresso Blend, in particolare, è una miscela di caffè provenienti dal Brasile, dall’Etiopia, dal Guatemala e dalla Colombia.

Oltre al gusto, il prodotto spicca alla vista per il colorato packaging progettato da un famoso artista e per la ruvidità del pacchetto che al tatto dona una sensazione molto piacevole. Abbiamo parlato di “espresso lento” e delle ultime novità di Caffè Toraldo in questa intervista.

Intervista a Marco Simonetti, Amministratore Delegato di Caffè Toraldo

Marco Simonetti

La velocità di esecuzione e consumo di un espresso può essere un limite?

La velocità di esecuzione e consumo di un espresso fa parte della tradizione, il nome stesso indica un caffè preparato in maniera veloce. L’espresso che consumiamo tutti i giorni velocemente non ci consente di porre attenzione sul prodotto, quindi si perde la parte di scoperta e di approfondimento sul caffè. La vita oggigiorno è frenetica, corriamo molto, e l’espresso diventa quindi un momento di pausa che però non è riflessione. Un caffè lento darebbe invece la possibilità di riflettere su quello che si sta degustando e di approfondire i sentori percepiti in tazza. È proprio la degustazione lenta che ci manca.

Tre parole per valorizzare l’espresso italiano

Intenso, cremoso e dolce. Quando è buono è anche dolce; determinati caffè non necessitano di zucchero. Un espresso al banco non dovrebbe essere zuccherato perché è completo così com’è.

Una parola chiave per il futuro del caffè

In questo periodo di incertezza mi auspico tranquillità; sia per noi torrefattori che per tutti i consumatori di caffè. Mi auguro questo per il 2026! Il caffè è sempre più caro e alle volte risulta scadente perché c’è una ricerca al risparmio, per consentire lo stesso prezzo di mercato, e questo è totalmente sbagliato. Noi abbiamo sempre cercato di garantire la qualità del prodotto.

Spero che il futuro sia più tranquillo sia dal punto di vista dei prezzi che per la disponibilità di materia prima e che ci sia una maggiore attenzione da parte del consumatore finale sulla scelta di un caffè di qualità, che sia consumato al banco o a casa.

Quali novità ha portato Caffè Toraldo a Sigep World 2026?

Per la prima volta abbiamo presentato la nostra nuova linea Roast Master di specialty coffee, che si è aggiunta alla nostra gamma di prodotti dopo un anno e mezzo di prove e ricerche. Noi di Caffè Toraldo rappresentiamo l’espresso napoletano ma al contempo abbiamo voluto confrontarci con i maestri del caffè che ci hanno accompagnato nella scelta delle origini, valutando i riscontri del pubblico per un risultato eccellente. La nostra miscela Roast Master è stata premiata dalla Guida caffè e torrefazioni d’Italia 2026 di Gambero Rosso con i tre macinini, il massimo riconoscimento; non ci aspettavamo questo prestigioso premio.

Com’è nata l’idea di creare una nuova linea dedicata agli specialty coffee e come si coniuga con la tradizione dell’espresso napoletano?

Nel creare questo blend abbiamo fatto sì che il caffè non fosse troppo acido; abbiamo mantenuto la tradizione del caffè napoletano, che non vuole un’acidità troppo alta, grazie a un lavoro sulla tostatura, cercando di proporre qualcosa di innovativo ma che al tempo stesso mantenesse la nostra tradizione. Il packaging è curato da un famoso designer, Gianpiero D’Alessandro, ed è molto piacevole sia alla vista che al tatto. Risulta ruvido perché il pack è un qualcosa di ricercato che vuole coinvolgere tutti i sensi. La collaborazione con D’Alessandro continuerà anche su altre linee di prodotti.

Come vedi l’abbinamento caffè e cibo?

È un qualcosa su cui bisogna lavorare molto. C’è da parte nostra la volontà di portare, grazie al monoporzionato, una carta dei caffè anche nel mondo della ristorazione, presentando specialty coffee, miscele classiche e monorigini per abbinarli al cibo. Il caffè chiude il pasto e quindi dovrebbe essere più curato perché, se buono, lascia un ricordo piacevole alla fine del pasto. Purtroppo c’è poca attenzione su questo tema in Italia ed è un aspetto che va sicuramente migliorato.